
In queste ore decine di migliaia di lavoratori, studenti, pensionati invadono le strade della Grecia, in occasione dello sciopero generale, indetto per richiedere il ritiro delle norme introdotte dal governo. Queste norme consegneranno il paese nelle mani del Fondo Monetario Internazionale salvando i profitti dei banchieri, degli evasori, dei padroni e dei “maghi della finanza” che hanno causato questa terribile crisi e condannano le classi popolari e il ceto medio-basso a lavorare di più in cambio di salari da fame. Le lavoratrici e i lavoratori greci, oltre a sopportare i costi del malgoverno, dovrebbero anche rinunciare ai diritti conquistati in tutti questi anni, mentre i responsabili della catastrofe economica usciranno, indenni dalla vicenda. Per questi motivi il Pame, sindacato comunista, ieri ha deciso di occupare simbolicamente l'acropoli, chiamando in causa i popoli europei. Lo striscione esposto di fronte al Partenone, luogo simbolo di Atene, parla anche a noi popolo italiano
Il nostro paese, di fronte alla disoccupazione giovanile del 25%, al dilagare dell'evasione fiscale e del lavoro precario, alla chiusura di centinaia di fabbriche, ai licenziamenti di miloni di lavoratori, al taglio dei salari, rischia di fare la stessa fine.
E cosi anche noi a Pisa, come in molte altre citta italiane, abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà al popolo greco e allo stesso tempo affermare che la loro lotta è la nostra lotta.
Per la dignità del lavoro, per il mantenimento dei diritti (maternità, sussidi di disoccupazione, cassa integrazione), contro gli speculatori finanziari e i loro complici nelle istituzioni ci rivolgiamo alle cittadine e cittadini del nostro paese, della nostra città affinchè questa gravissima crisi economica che vive la Grecia non debba essere vissuta come qualcosa di estraneo alle nostre vite.
Partito della Rifondazione Comunista
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