venerdì 7 maggio 2010

Elezioni CNSU


Elezioni CNSU

Invito al voto, un voto critico, un voto di Resistenza.

L’Italia 2010 non è l’Italia del 2008 né quella del 2006. È un paese alla deriva tra xenofobia, disimpegno, demagogia, delusione e passività. Un paese che sta dimenticando il suo passato per andare incontro ad un futuro senza speranza. In cui la lotta tra deboli è sempre più esasperata e i profitti dei potenti continuano a crescere nonostante (o proprio grazie) alla crisi dell’economia globale.

L’università italiana non se la passa meglio del paese di cui dovrebbe rappresentare la punta più avanzata della cultura e del sapere scientifico. Precarietà dilagante, stipendi da fame, ricatti e promesse (inesaudibili) di stabilizzazione, e lussuose ricompense per manager e vertici porporati il tutto condito con un costante abbassamento della qualità di servizi e del livello di qualità dell’istruzione, abbassamento proporzionale all’aumento costante delle tasse. Vediamo poi un costante inasprimento in senso autoritario del comportamento delle istituzioni accademiche, così prese a preservare le loro posizioni di potere da non essersi rese conto che tra poco l’università così come la conosciamo imploderà sotto il peso dei debiti, di politiche governative scriteriate quando non apertamente criminali e delle contraddizioni delle amministrazioni degli atenei.

In tutto ciò si inserisce il costante aumento del peso politico ed istituzionale delle forze più barbare e meschine che la storia del paese abbia conosciuto. In un paese senza speranza il cancro del fascismo (tanto mediatico che squadrista) ha gioco facile ad espandersi e non disdegna i seggi anche nelle più periferiche amministrazioni del potere.

Nessuna speranza nel CNSU

Non abbiamo nessuna speranza nel CNSU e mai prima d’ora abbiamo sostenuto alcuna lista al suo interno. Lo abbiamo sempre ritenuto un inganno da parte del governo per non ascoltare le reali esigenze del corpo studentesco, visto che le deliberazioni di quest'organo non hanno nessun potere vincolante nei confronti di alcuna attività ministeriale ed il diritto di tribuna abbiamo sempre preferito esercitarlo nelle piazze e nelle facoltà. Perché il movimento studentesco è, e continua ad essere, con tutte le sue complesse contraddizioni, l’unica voce attendibile e democratica delle aspirazioni degli studenti Italiani.

Ma, nell'italia del 2010, anche se il nostro giudizio di massima non è cambiato, è lo scenario ad esserlo, e questo impone, anche per noi, una seria riflessione su come arginare il dilagare delle destre e allo stesso tempo portare avanti le nostre idee per un' univeristà diversa.

Rispettiamo l’opinione di chi si astiene, ma riteniamo che, in questo contesto, un'astensione non accompagnata da una seria alternativa praticabile di trasformazione possa rivelarsi sterile ed inefficace.

Pertanto senza nessuna enfasi o entusiastico sostegno chiediamo a tutti gli studenti di entrare in cabina elettorale e fare una croce sul simbolo delle liste unitarie di sinistra. Un’esperienza che sarebbe potuta essere senz’altro più proficua se ulteriori forze di sinistra (meno istituzionali) avessero aderito a tale progetto.

Resta il fatto che una lista di sinistra è presente e verso tale lista indichiamo il voto.

Un voto critico, per nulla soddisfatto ma responsabile- un voto per rafforzare la Resistenza al fascismo mediatico e squadrista che sta conquistando il paese.

Giovani Comunisti Pisa

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