martedì 3 marzo 2009

we are antifà!


Il tema della sicurezza è stato centrale nella campagna elettorale per le elezioni 2008. In maniera bipartisan Pd e Pdl hanno cavalcato le paure degli italiani, addossando sulla popolazione migrante la responsabilità di ogni problema che affligge il nostro paese. Si sono organizzate ronde, si è chiesto ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie, gli immigrati sono stati aggrediti, i campi nomadi incendiati. In Italia è in atto una vera e propria persecuzione razziale, odiosa e antitetica ai nostri principi costituzionali.

I nostri governanti hanno la grave responsabilità di aver sdoganato il razzismo e il fascismo di Stato. Perché sono molti i giovani che sicuri di impunità si organizzano in squadracce ed evocando la simbologia nazifascista, si scagliano contro tutto quello che è diverso da loro, immigrati, giovani dei centri sociali, omosessuali. Ma il razzismo non appartiene solo ai quartieri “bene” delle nostre città, dilaga anche nelle fasce sociali più disagiate, nelle zone popolari.

Possiamo credere o no che sia isteria collettiva, ma denunciare la manipolazione dell'informazione non basta. Gettare tutte le colpe sul sistema economico è facile e inutile demagogia quanto la versione di destra "tutti a casa loro!" e "prenditeli a casa tua!"-ma molto meno efficace!-. Il problema è rappresentato dalle responsabilità di una sinistra radicale che vuole essere di popolo, ma che viene vista come lontana e "conservatrice" di problemi.

Chi ha il potere di decidere indica una sola via di uscita: più cattiveria, repressione, tolleranza zero alla "devianza sociale". La risposta del Pd e compagnia non fa certo ben sperare. Toni attenuati ma stesse ordinanze: ronde, telecamere, militari in città, divieti multe, abbattimenti manu militari interi villaggi di baracche. Ma quale i risultati? NESSUNO. Soluzione? Ancora più cattiveria e tolleranza sotto zero. Ulteriore erosione di libertà e diritti, per tutti.

Qual è allora la nostra proposta? Chiediamo di ripartire dalla nostra Costituzione.

La Resistenza umiliata e criminalizzata, la Costituzione disattesa e mutilata, l'antifascismo relegato ad antica teoria buona solo per scontri di piazza tra nostalgici intolleranti o bizzarre ricorrenze sono i segnali più evidenti della totale mancanza di riferimenti ideali condivisi.

l messaggio universale ed egalitario della Costituzione, risponde tanto alle esigenze di coltivare un’ identità propria dei giovani stranieri quanto al bisogno di futuro dei giovani italiani. Il compito di una sinistra non ideologica che non rinuncia a stare nei quartieri di periferia deve essere quello di trasformare astratti principi in azioni, ora di resistenza ora di rivendicazione. Case, asili scuole, lavoro degno e speranza per il futuro per TUTTI sono la risposta alla guerra tra poveri. L'odio e la rabbia vanno riversati contro chi nega questi elementari diritti. Che poi sono gli stessi che mantengono gli immigrati in miseria, ed è la miseria non la razza ad abbrutire gli uomini. È sono sempre i soliti che vogliono imporre la propria visione particolare di religione, sessualità e persino cucina, attraverso il potere conferito attraverso l'elezione.

Questo è il nuovo Antifascismo del XXI secolo. Questa è l'orizzonte ideale in cui facciamo militanza nei GC.



Martina Battaglia

Stefano Carlesi

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